Domanda. Sono consapevole dell’attività mentale: pensieri casuali, immagini e suoni, oppure una canzone che suona nella mia testa. Quando osservo tutto questo, mi sorgono alcune interpretazioni; la mente crea un senso di separazione: quando la mente accade (un pensiero che scorre o una canzone che suona) sembra che ciò crei uno spazio privato che non può essere condiviso direttamente con nessun altro; io sono il solo che “ode” la canzone che suona nella mia testa. E’ come se l’attività della mente avesse lo scopo di farmi abbandonare il momento presente, scollegandomi dalla vita, dalla realtà, facendomi ritirare all’interno di questo spazio psichico privato. E’ come se l’energia, che potrebbe essere l’energia della mia presenza aperta e disponibile, venisse indirizzata verso la mente e creasse questa attività mentale (i suoni, i pensieri o la canzone che suona), questo compartimento interno dove si dirige la mia attenzione, ed è come se io mi stessi nascondendo o mi rifugiassi via dal mondo, esistendo più in questo compartimento creato (attività mentale) che in connessione col mondo. Queste osservazioni ed interpretazioni sono accurate? Per esistere meno nello spazio isolato interiore che sembra costituire la mente ed essere più in contatto diretto con il presente, aperto e collegato alla realtà…cosa devo fare?? (sembra esserci un’inerzia molto sottile e potente che porta l’attenzione sui processi mentali casuali piuttosto che rimanere aperta all'Adesso).
Caro Alfonso,
Allora conoscerai il suo nome: Paradiso, la tua vera casa.